#Storie d'Arte

Love art 4 all

“Fiorucci coordina scelte iconografiche che riassumono esemplarmente mezzo secolo di arte e di storia; Missoni, invece, come un antico «maestro d’arte» compone texture dal raffinato cromatismo che evocano l’andamento di suadenti partiture musicali”. Nasce così l’opera Love Art 4 All, tributo all’idea di “arte per tutti”.

Questo originale e ipnotico castello di carte luminoso è l’opera d’arte realizzata da due grandi protagonisti della moda mondiale, Elio Fiorucci con la sorella Floria Fiorucci e Ottavio Missoni, presentati in veste di artisti tout court.

L’arte e la moda sono un binomio simbiotico ed inscindibile, due mondi che si contaminano e si stimolano a vicenda. Scomparso nel 2015 dopo una lunga carriera nel settore del fashion, Elio Fiorucci, milanese doc, è una figura eclettica che incarna al meglio questo dualismo. Era la fine degli anni 60, imperava l’influenza anglosassone della Swinging London, quando Fiorucci apre il primo store in Galleria Passarella. Genio creativo, irriverente e rivoluzionario, ha applicato per primo il concetto artistico del Ready-Made al campo tessile, regalandoci veri pezzi d’avanguardie. Il sodalizio tra arte, moda e design si respira anche nell’architettura del negozio stesso, che indaga il rapporto tra scultura, musica e nuove tecnologie. Per questo definire Fiorucci solo uno stilista è riduttivo: per tutta la sua carriera ha ricercato, sperimentato, comunicato con grande immediatezza e spirito di osservazione. Missoni è uno dei marchi di moda e design più famosi, amati e riconosciuti al mondo. Sinonimo di maglieria d’eccellenza, la storia di Missoni nasce nel 1953 in provincia di Varese, da Ottavio e Rosita Missoni. La loro costante ricerca, sperimentazione e avanguardia incredibile ha consacrato il brand al successo planetario a partire dagli anni 70: di giorno e di sera, d’inverno e d’estate, le donne e gli uomini più raffinati indossavano comodamente maglioncini a zig-zag, cardigan in fili di lana e cotone, abiti in lurex con le frange, gonne a righe e tessuti “fiammati”. Sono le sfumature di colore, le forme e le stampe dei tessuti a diventare un vero e proprio “marchio di fabbrica”, che fa di un Missoni un capo riconoscibile a prima vista.

L’esperienza di Fiorucci e Missoni ci insegna che l’arte è ovunque: sta nelle piccole cose, nella semplicità, nella capacità di accostare figure diverse per ottenere nuove immagini inedite e cariche di significato. La costanza, la tenacia e la determinazione sono elementi fondamentali per portare a termine la propria ricerca; di contro un po’ di sana follia, creatività e immaginazione sono valori insostituibili in ogni processo artistico. Razionale e irrazionale, ragione e sentimento, logica e fantasia: accostamenti condivisi anche da Abitare In. Love Art 4 All nasce dalla creatività geniale e dalla generosità d’animo e di idee di Fiorucci e Missoni, con la collaborazione dell’artista e stampatore Giuliano Grittini e di Rinaldo Denti, innovativo presidente di Castello Pozzi. L’idea arrivò durante un loro incontro: tra immagini evocative, valori simbolici e visioni imprenditoriali, emerse l’opportunità di celebrare lo stile di Fiorucci come artista ed intellettuale, attraverso un’opera monumentale e dal forte contenuto storico-culturale. Era il 2014. Fiorucci desiderava celebrare non solo sé stesso ma anche l’amico e collega Missoni, attraverso un concentrato di luci, forme, colori e significati che, partendo dalla moda, dall’arte e dal design non fosse destinato ad un pubblico ristretto, ma potesse essere condivisibile da tutti.

Un'opera per tutti

Con i suoi significati ermetici, l’opera Love Art 4 All è in realtà un’opera per tutti, una forma di “democratizzazione” dell’arte stessa, un connubio di immagini e luci che ciascuno può interpretare secondo la propria sensibilità, la propria ispirazione, la propria storia. Un’opera di grande valore sociale e culturale, dall’aspetto futuristico.

Per 5 anni Love Art 4 All è rimasta a Milano, posizionata davanti a Castello Pozzi, in zona City Life, in una strada di passaggio, punteggiata di verde, apparentemente anonima, in mezzo a tanti edifici residenziali signorili. Improvvisamente qualcosa cattura l’attenzione dei passanti, suscitando curiosità e, a tratti, anche spaesamento. Chiunque, da instagrammers a fotografi, ha diffuso quest’opera per il mondo attraverso il web, mostrandola a milioni di persone, senza mai conoscerne effettivamente l’autore, la storia e il significato. Ognuno era libero di sognare e di vederci quello che voleva secondo quello spirito di democratizzazione insito nell’opera stessa. Con queste premesse, l’incontro tra Rinaldo Denti e Marco Grillo fu inequivocabilmente un segno del destino. Il primo portava in dote valori artistico-culturali e storicità che perfettamente si intrecciavano con la sensibilità e imprenditorialità illuminata del secondo. Era necessario trovare una collocazione degna e importante per l’opera di Fiorucci, un luogo che fosse in grado di ospitare e celebrare non solo la figura del geniale stilista meneghino, tanto caro a Milano e ai Milanesi, ma anche l’opera stessa così intimamente legata a lui. Milano e i Milanesi meritavano di riabbracciare il loro concittadino con un tributo all’altezza della sua importanza e del suo ricordo. Si decide così di concretizzare il “Tributo a Elio Fiorucci” unendolo al progetto immobiliare di Savona 105, un luogo in cui l’opera trova la sua dimora fissa. In un contesto dove si respira arte, design, moda, cultura e umanità, la creatività e la magia dell’opera trovano al loro fianco l’eleganza, la modernità e la bellezza dell’edificio, in una celebrazione di valori destinati a durare per sempre. E per tutti.

“Ognuno era libero di sognare e di vederci quello che voleva secondo quello spirito di democratizzazione insito nell’opera stessa.”