#Storie d'Architettura

Cos'è il green thinking

Il verde non è solo il colore della natura, ma anche della sostenibilità. Con Abitare In prende forma una nuova filosofia che estende il significato di “green” ad altri ambiti, non più solamente tecnologici, ma anche sociali, economici e culturali. Con il “Green Thinking” si fanno avanti nuovi stili di vita e nuovi modi di pensare all’architettura.

Dall’intonaco “mangia smog” all’uso del bamboo come materiale naturale, fino all’invito alla mobilità pulita: Palazzo Naviglio guarda al futuro prendendo il meglio dalla tecnologia e dalla natura. Per la natura.

È l’architettura del futuro. Con lo sguardo orientato al domani e la capacità di anticipare i bisogni di una società in costante evoluzione, Palazzo Naviglio esplicita un modus operandi all’avanguardia, in cui le logiche progettuali concorrono all’ideazione e alla costruzione di un edificio sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Questo approccio alla progettazione, volto a salvaguardare l’habitat attraverso dispositivi tecnici e il coinvolgimento dei residenti, influenzandone positivamente lo stile di vita, prende il nome di Green Thinking. Sarà l’ispirazione per il futuro: in perfetto stile Abitare In quello che oggi è innovazione domani sarà “dotazione standard”, in una incessante ricerca di avanguardie e aggiornamenti. Oggi però si parla di Palazzo Naviglio come di una pietra miliare per l’Azienda e per Milano, che deve ora orientare il suo mercato verso orizzonti più green. Altissima tecnologia per bassissime emissioni: questo il mantra che definisce le scelte compositive, costruttive e materiche. Le prime, ormai consolidate nella pratica comune, portano al disegno di un volume compatto, in cui pieni e vuoti sono allineati per ridurre al minimo i ponti termici e quindi ottimizzare l’efficienza energetica sia in estate che in inverno. Le seconde, invece, si aggiornano continuamente nella misura in cui proseguono le evoluzioni tecnologiche dei materiali, sia in termini di prestazioni energetiche che di metodi di produzione a ridotto impatto ambientale. Finiture superficiali e risultati estetici vengono influenzati dal manifestarsi di nuove tendenze di stili e cromie.

Palazzo Naviglio ha visto ricadere le scelte materiche entro soluzioni prima inimmaginabili. Il rivestimento delle facciate verrà realizzato con un intonaco ad alta tecnologia, che rappresenta una forma attiva di lotta all’inquinamento. L’azione combinata della luce e del principio attivo TX-Active decompone gli agenti inquinanti prodotti dall’attività umana (traffico, fabbriche, riscaldamento domestico) restituendo una qualità dell’aria migliore. Analoghe prestazioni di eco-compatibilità sono rappresentate dal bamboo come materiale di rivestimento. Di fatto materiale non ligneo ma composto da una fibra erbosa, il bamboo ha un impatto ecologico totalmente neutro: il taglio delle stecche non compromette la vita della pianta e la sua crescita prosegue al ritmo di un metro al giorno. È un materiale “rigenerabile” e con ottime prestazioni sia tecniche che estetiche. A supporto di questa impronta ecologica, gli efficienti sistemi di raccolta dell’acqua piovana e di gestione dei rifiuti organici contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale dell’edificio e della vita quotidiana all’interno di esso. Scegliere Palazzo Naviglio comporta aderire ad uno stile di vita “green” grazie ai servizi interni che, tra gli altri, prevedono il deposito bici: un naturale invito alla mobilità sostenibile che inizia fin dal giardino di casa, polmone verde per i residenti e per il quartiere.

“Il Green Thinking [...] sarà l’ispirazione per il futuro: in perfetto stile Abitare In quello che oggi è innovazione domani sarà “dotazione standard”, in una incessante ricerca di avanguardie e aggiornamenti.”