#Storie d'Arte

Genius: L'abbraccio

Due torri che si abbracciano, che simboleggiano il legame tra arte e scienza. Da qui nasce il genio, l’unione tra architettura e ingegneria che ha contraddistinto i grandi artisti come Leonardo, che è stato tutto: artista, scienziato e precursore.

“Genius: l’Abbraccio” è la prima dimostrazione dell’iniziativa Abitare In + Arte, presentata in occasione dell’evento inaugurale per l’apertura dello showroom della residenza “Palazzo Naviglio”. Alla giornata hanno partecipato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, per condividere e sponsorizzare l’iniziativa al -numeroso- pubblico.

L’opera, forgiata dall’artista Antonio La Rosa e vincitrice del concorso del comune di Vinci nel 2019, è ora collocata nello showroom, ma diventerà parte del giardino del Palazzo. “Quando un’opera monumentale celebrativa di un personaggio del passato, unico, come Leonardo da Vinci, riesce a varcare la soglia della modernità, traghettando i valori indiscussi del Genio italiano, in idee moderne e concrete, che ci permetteranno di vivere meglio, allora una opera d’arte sarà sorta proprio in un abbraccio spazio temporale unico.” Con queste parole Rinaldo Denti, presidente Unione Cavalieri di Leonardo da Vinci, descrive l’opera, scelta dal comune di Vinci per celebrate i 500 anni dalla morte di Leonardo. Il racconto dell’opera sposa quello architettonico: la poetica alla base delle due manifestazioni artistiche, diverse ma intimamente connesse, è la medesima. L’installazione artistica diventa, in questo caso, il racconto emozionale dell’architettura, l’espressione intrinseca dei valori che essa si porta dentro, e che vanno ben oltre gli aspetti strutturali e funzionali. Ogni edificio è un pezzo di città, è uno spazio che diventa luogo, e questo luogo diventa la scena dove accade la vita. Non si tratta allora solo di qualche mattone impilato. È qualcosa di più profondo: è l’espressione poetica e artistica dell’anima dell’attività di rigenerazione urbana firmata da Abitare In. Con un gesto umano quanto può essere un abbraccio, l’artista mostra come l’architettura miri ad unirsi in un gesto di umana partecipazione e di condivisione per diventare la rappresentazione di un solo elemento: l’architettura sostenibile. Grazie all’iniziativa Abitare In + Arte scopriamo un nuovo modo di accedere alla dimensione intima dell’architettura. E per la prima volta l’arte entra nel giardino di casa.

Storia di una scultura

Storia, arte, cultura, ricerca, forme e materiali si intrecciano per un racconto contemporaneo. Passato, presente e futuro vengono sublimati nell’arte, vicina sia al divino che all’umano.

Partiamo da Palazzo Naviglio: un complesso residenziale formato da due edifici uniti da un nucleo centrale. Due volumi esteticamente inscindibili, di cui non esiste un fronte e un retro, ma si completano specularmente. Un evidente abbraccio architettonico dallo sviluppo verticale. La residenza sorge in uno dei luoghi più intensi della storia cittadina, un contesto suggestivo e pittoresco che porta con sé una duplice identità storica e culturale. È un luogo vivace e vitale, lo spazio ideale per accogliere il significato de “L’Abbraccio” con tutte le sue simbologie. Oggi i Navigli e la Darsena sono simbolo di rinascita, di valorizzazione e innovazione della Nuova Milano. Sono diventati punti di incontro, di comunicazione e di passaggio tra i più importanti della città, metafora dell’arte e della contaminazione culturale tipica dell’atmosfera milanese.

PAESI E CITTÀ
Origine
La proposta è partita da uno schizzo su carta per raccontare l’animo umano nell’era moderna, che si esprime con la città delle Torri. “Arrivo da un paesino dove i grattacieli non ci sono” racconta La Rosa “ma arrivando in città mi ritrovo a immaginare la vita dentro questi grandi edifici.” Prosegue: “Dentro di essi ci sono esseri umani, c’è chi ama, ci sono vibrazioni umane. Mi piace immaginare che tutto quello che vediamo di statico in realtà inizia a danzare e in questa danza ho immaginato Leonardo nell’era moderna da architetto \ ingegnere.”

ESSENZA E INFINITO
Abbraccio
“Ho realizzato questa proposta, frutto della mia poetica, di due torri che si abbracciano, che vogliono simboleggiare l’abbraccio tra arte e scienza che poi sublimano verso l’infinito. E da lì nasce il genio.” La Rosa tocca temi importanti, che sublimano in un gesto l’anima di Palazzo Naviglio. L’immagine di superfici lavorate, di elementi fluidi che si uniscono a formare un unicum è il racconto più potente ed esaustivo dell’anima di Palazzo Naviglio, un progetto che fa di dialoghi intimi e profondi dualismi la sua essenza, in uno slancio continuo teso all’infinito del cielo.

ARTE E SCIENZA
Architettura
Ci sono molti modi per esprimere le vocazioni di un’opera architettonica: in Palazzo Naviglio si tratta del binomio tecnologia / architettura, ovvero il dualismo tra quell’Arte e quella Scienza protagoniste dell’abbraccio plasmato dal metallo e dalle sapienti mani dello scultore. L’Abbraccio è l’umanizzazione del rapporto da cui nasce, in Palazzo Naviglio, il genio della filosofia “Green Thinking”, con cui la tecnologia supporta la costruzione di un edificio a bassissimo impatto ambientale che promuove la sostenibilità come stile di vita in tutte le sue più ampie sfumature.

CORPO E SPIRITO
Contesto
Il progetto porta il nome del suo contesto per dare la dimensione dell’importanza che assume nella dinamica generale. Ancora una volta la scultura esplicita un abbraccio, molto stretto, e a più livelli: quello tra l’edificio e il suo quartiere, e quello tra le anime del quartiere stesso. Palazzo Naviglio abbraccia il suo quartiere, di cui ricuce un frammento di tessuto, e allarga lo sguardo sugli orizzonti milanesi. I Navigli e la Darsena accolgono le contaminazioni di epoche passate e presenti, ricombinandole in quello spirito iconico, unico e caratteristico in tutta la città.

TEMPO E SPAZIO
Superficie
Scultura e architettura si avvalgono entrambe di una struttura che, seppur nascosta, è l’anima dell’opera ed è in grado di sorreggerne il peso e garantirne la forma. Il grande basamento è la metafora della parte terrena, da cui lo spirito dell’abbraccio sale, leggero, verso il cielo. Il materiale di rivestimento scelto, l’acciaio cor-ten, è un metallo sottoposto ad un processo passivante che ne cristallizza la superficie così com’è, rendendola adatta a sopportare gli agenti atmosferici. Nonostante l’apparente superficie grezza, l’opera esplode di grazia e di potenza.

“Grazie all’iniziativa Abitare In + Arte scopriamo un nuovo modo di accedere alla dimensione intima dell’architettura. E per la prima volta l’arte entra nel giardino di casa.”