#Storie d'Arte

Genio e poesia

Le parole della poetessa milanese si unificano agli schizzi leonardeschi dando vita ad un omaggio per la città.

Genio e Poesia è il traguardo frutto dello scambio culturale tra il celebre fotografo e artista italiano Giuliano Grittini e Alda Merini, sua amica e musa ispiratrice, riguardo la figura di Leonardo da Vinci.

L’affettuosa sinergia tra le due figure artistiche caratterizza sia la loro sfera umana sia quella artistica. Così, per sancire le loro coinvolgenti riflessioni, la scrittrice, portatrice di contemporaneità nel panorama letterario italiano dedicò al Genio vinciano una breve composizione intitolata “Leonardo Italiano”. La scultura è dunque la manifestazione plastica e tributo a due figure della storia culturale e artistica italiana che celebrano, incuranti del tempo, la città meneghina: incontro raffinato tra la poetessa dei Navigli e Leonardo che di Milano fece l’oggetto dei sui studi ingegneristici e scenografia delle sue opere artistiche. L’opera di Grittini si colloca nello scenario delle reinterpretazioni contemporanee di un’intuizione artistica germinale. Il progetto del monumento equestre fu commissionato da Ludovico il Moro in onore del padre Francesco Sforza, primo duca di Milano, ma venne soffocato sul nascere a causa delle vicissitudini belliche che colpirono Milano nel XV secolo. Leonardo lasciò in eredità bozzetti preparatori che dovevano corrispondere ad una scultura di cento tonnellate di bronzo, alta ben sette metri.

Disegni emotivamente coinvolgenti dal cui tratto traspare vigore, energia e impeto. Risposta concreta al progetto leonardesco, dopo cinque secoli  di silenzi, venne data dall’intervento artistico di Nina Akamu, sostenuta dall’imprenditore Frederik Meijer, che trovò ubicazione nel 1999 all’ingresso dell’Ippodromo di San Siro. Il cavallo, scelto in origine per celebrare l’abile condottiero della famiglia Sforza, è un emblema primordiale, incarnazione della forza da padroneggiare e della liberà naturale; figura letteraria e soggetto iconico nel secolare repertorio artistico.  Nella realizzazione di Grittini le tre sagome sottili, che riproducono la silhouette dell’equino, fanno eco alla bidimensionalità dei disegni di Leonardo e fungono da supporto fisico ai versi e pensieri che Alda ci ha lasciato. La profondità spaziale è generata dal contrasto voluto dall’artista nella scelta dei materiali: l’uso del marmo bianco, simbolo principe della scultura frapposto tra due lastre di lavagna, materiale per antonomasia dell’apprendimento e della conoscenza. La poesia diviene oggetto scultoreo che, nel cavallo, assume l’immagine del vigore, dell’istinto, del moto e dell’autonomia senza tempo. Un’opera per la città che ne rispecchia i lineamenti: Milano salda, pulsante, chiamata a dare risposte immediate, frenetica e intraprendente.  

“Un’opera per la città che ne rispecchia i lineamenti: Milano salda, pulsante, chiamata a dare risposte immediate, frenetica e intraprendente.”