Data Pubblicazione: 5 Settembre 2019

Milano, da Missori a Sforza, nuova isola pedonale in centro per unire i metrò. I dubbi e le proteste

L’area intorno all’università diventerà accessibile solo ai residenti in contemporanea all’apertura della nuova tratta. Tapis roulant sotterraneo per collegare M3 e M4. Poi, la passeggiata. Critiche al progetto

Impossibile dire che sia la soluzione ideale. Nessuno si azzarda a tanto. È l’unica possibile. Così garantiscono i tecnici, e di rimbalzo l’amministrazione comunale. La sola opzione che permetta di collegare in qualche modo la futura M4 alla vecchia «gialla» sarà alla fine un ibrido: una passeggiata di quasi mezzo chilometro tra piazza Velasca e via Francesco Sforza, per metà sottoterra, per il resto a cielo aperto. Altre ipotesi in realtà ci sarebbero, ma per motivi che hanno a che fare con costi, tempi oppure ostacoli tecnici sono state tutte scartate. Il progetto però non convince quasi nessuno, nemmeno nella maggioranza. Il centrosinistra si ricompatta solo sulla bontà della riqualificazione dell’area attorno alla Statale, prevista come corollario all’intervento.

È questa la vera novità. La zona dell’ateneo, dal 2023, in contemporanea all’apertura della tratta del metrò, sarà pedonale. Solo i residenti avranno via libera per entrare in auto. L’alt scatterà più o meno a metà di via Pantano, subito dopo il benzinaio con annesso garage interrato. Ma il restyling s’inizierà a vedere già prima: nel tratto che arriva da via Larga si stringerà la carreggiata, e sparirà la sosta sul lato che ospita la sede di Assolombarda, dove il marciapiede sarà formato «Xl», con panchine, aree verdi e una manciata di alberi. Il tunnel sbucherà un po’ più avanti, nel cuore della nuova isola pedonale, dopo un «viaggio» di 170 metri sottoterra dalla stazione di M3 Missori, di cui cento alleviati da tapis roulant in stile aeroportuale, e proseguirà quindi per 250 metri a cielo aperto attraverso il viale alberato stretto tra l’ateneo e San Nazaro in Brolo, fino alla fermata Sforza-Policlinico della «blu».
La zona off limits alle auto si estenderà poi a largo Richini, dove il via vai dei pedoni (1,6 milioni sono i viaggiatori stimati che percorreranno in un anno i circa 5 minuti per il cambio di linea) cancellerà i posti auto di fronte alla basilica, continuerà fino all’inizio di via Sant’Antonio e, sul fronte opposto, lungo tutta via Festa del Perdono, di fronte alla Statale. Stesso destino anche per piazza Santo Stefano.

Sul fronte dei posteggi per i residenti, il bilancio finale dice «+33»: i 76 stalli cancellati saranno recuperati trasformando in gialle 106 attuali strisce blu. «Continuiamo nella linea politica per cui nelle aree centrali tuteliamo la sosta dei residenti – spiega l’assessore Marco Granelli illustrando il progetto ai consiglieri in commissione Mobilità – ma chi viene da fuori dovrà usare i mezzi pubblici o i parcheggi sotterranei». Per quanto riguarda il dentro-fuori-dentro pensato per recuperare un collegamento non previsto in origine, Granelli ricorda non sarà una novità: ci sono casi simili a New York e Londra, ad esempio.

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Autore: Pierpaolo Lio

Fonte: Il Corriere della Sera