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Andamento positivo del settore residenziale

SCENARI IMMOBILIARI: 2021 VERSO CHIUSURA SOPRA STIME, TREND PROSEGUE IN 2022

Dopo la battuta d’arresto dovuta alla pandemia, il 2021 si avvia a chiusura superando le previsioni e il 2022 si presenta come un anno di ulteriore crescita per il real estate globale. Tutti i principali mercati immobiliari europei stanno per chiudere in positivo, dimostrando di essere stato un anno di rilancio dopo il periodo negativo del 2020 che, alla fine, ha fatto segnare cali di domanda e valori molto meno drammatici rispetto a quanto ci si attendesse nei primi mesi di pandemia. E’ quanto emerge dallo European Outlook 2022 di Scenari Immobiliari, presentato durante il Forum annuale in corso a Santa Margherita Ligure.

“L’andamento positivo è stato trascinato, come ovunque in Europa, dal settore residenziale che ha avuto un incremento di dieci punti percentuali. È una crescita dovuta esclusivamente agli scambi, aumentati sia nel numero che nel peso degli appartamenti più grandi e costosi. Le quotazioni medie sono ancora intorno allo zero, salvo il segmento del nuovo, dove gli incrementi sono significativi”, ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. Le prospettive sono di una continuazione di un ciclo del mercato immobiliare che per i prossimi anni (probabili due, possibili cinque) si dovrebbe mantenere in territorio positivo per la maggior parte dei segmenti. Già alla fine del primo semestre del 2021 il volume totale degli investimenti in Europa è stato di oltre 100 miliardi di euro, leggermente in calo rispetto allo stesso periodo del 2020, ma con un secondo trimestre che ha registrato una netta accelerazione delle attività rispetto all’anno precedente. Le previsioni per la fine dell’anno, in merito agli investimenti immobiliari nell’area Emea, si collocano nella fascia fra i 250 e i 260 miliardi di euro con un aumento rispetto al 2020 fra l’8% e il 10% per cento. Nel 2022 si prevede una crescita ulteriore degli investimenti che porterà i volumi di investimento oltre i 280 miliardi di euro, avvicinandosi alla cifra record del 2019 di quasi 300 miliardi di euro.

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