Data Pubblicazione: 20 Novembre 2020

Il vivere a Milano va forte in Borsa

Per AbitareIn, società milanese high-tech di sviluppo residenziale arrivata sull’AIM di Borsa italiana nel 2016, il passaggio allo STAR “sancisce la maturità e la leadership che abbiamo raggiunto, e rappresenta un ulteriore passo verso l’idea di azienda quotata ad azionariato internazionale e realmente diffuso che avevamo già dal primo giorno di quotazione”, dice a websim l’amministratore delegato Marco Grillo.

Nei suoi primi quattro anni sul listino gli affari sono andati bene e il titolo è oltre tre volte quello che era al momento dell’Ipo: oggi tratta intorno a 44 euro, avendo toccato i suoi massimi, pre pandemia, a 54,5 euro. Grazie ai suoi diciassette progetti ben avviati, nel futuro c’è tanta crescita. L’analista Florian Cariou di MidCap Partners si aspetta per l’anno prossimo un utile operativo circa tre volte superiore a quello del 2020, nel 2022 si dovrebbe arrivare a circa 45 milioni di euro, quattro volte il risultato dell’anno scorso. Il tutto senza stress finanziari: tra due anni, la posizione finanziaria netta è positiva (cassa), per 32 milioni di euro: Abitare In, al contrario degli altri sviluppatori del real estate, prima incassa e poi costruisce, una procedura che limita il rischio. MidCap ha un target price di 60 euro.

“Il Covid 19 ha creato una sospensione temporanea della realtà che riteniamo non andrà a modificare il fortissimo trend di crescita del mercato: a Milano la domanda di casa resta molto alta anche grazie alle favorevoli condizioni finanziarie: in questo momento si possono ottenere mutui trentennali sulla prima abitazione allo 0,5% di interesse”, aggiunge il manager.

L’outlook positivo è supportato anche dal fatto che, per effetto dell’emergenza sanitaria, le famiglie sono diventate più casa centriche, in quanto gli ambienti domestici sono diventati anche ambienti di lavoro.

Ma Grillo non ritiene che il telelavoro ridimensionerà i centri urbani, a favore dei luoghi a bassa o bassissima densità abitativa, che secondo alcuni urbanisti (come il neo ruralista Stefano Boeri) diventeranno la meta del grande esodo dalle megalopoli. “Il lavoro da casa resterà un tema importante ma non si può pensare che ciò influisca sulla scelta di sradicare gli interessi famigliari e sociali stratificatisi nella città. Il modello virtuoso di sviluppo cittadino di Milano resta il modo di gran lunga più efficiente per il consumo delle risorse”.
La dispersione nelle campagne e nelle aree oggi desolate è un evento che negli Stati Uniti sta prendendo piede, anche se riguarda soprattutto l’uscita dalle megalopoli. “Milano, con i suoi 1,4 milioni di residenti, non appartiene alla categoria delle grandissime città, è relativamente piccola e non ha i problemi di congestione dei centri urbani sterminati, la qualità della vita resta buona” prosegue Grillo.

Il capoluogo della Lombardia, la regione più ricca d’Italia, pur essendo numericamente la metà di Roma, è vivacissima dal punto di vista demografico: non tanto per le nascite, ma per il continuo afflusso di persone che arrivano per frequentare la Bocconi, la Bicocca o il Politecnico. Terminato il ciclo degli studi, le persone decidono di restare e di metter su famiglia perché hanno trovato un buon lavoro. “Milano si ringiovanisce, solo negli ultimi 10 anni, ha accolto più di 130.000 nuovi iscritti all’anagrafe sotto i 40 anni”, segnala l’A.D.

È soprattutto a questo gruppo di persone che AbitareIn si rivolge. Andando al sodo, “grazie anche alla tecnologia, abbiamo sviluppato un modello di vendita che non si era mai visto nel nostro settore – poco incline all’innovazione – per un prodotto di consumo che non era mai stato considerato tale: “la casa” . Noi abbiamo scelto di puntare su Milano e di concentrarci sulla rigenerazione urbana, detto in un altro modo, prendiamo edifici che hanno esaurito il loro valore funzionale ma mantengono intatto il loro potenziale edificatorio, demoliamo e ricostruiamo. Ma ancora prima di iniziare i lavori, iniziamo a vendere la casa che ancora non c’è, lasciando agli acquirenti ampi spazi per la personalizzazione. In questo modo, riusciamo a massimizzare l’impegno dell’equity e riusciamo a dare ai nostri clienti un rapporto qualità/prezzo imbattibile”.

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Fonte: www.websim.it