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De Capitani – Di Vito, Abitare In: Lambrate Twin Palace, la rinascita residenziale del quartiere

AUTORE: www.ilqi.it

I due project manager confidano a ilQI il segreto della riuscita dei progetti Abitare In e la rigenerazione creativa di Lambrate Twin Palace

Lucrezia De Capitani e Alessandro Di Vito, i due project manager di Abitare In rispettivamente per le aree Urbanistica e Tecnica, ci svelano la sinergia che si cela dietro il progetto e lo stato dello sviluppo di Lambrate Twin Palace; troviamo la scheda di approfondimento all’interno del database del RE Italiano de IlQI.

Ecco il loro virgolettato rilasciato in esclusiva a il Quotidiano Immobiliare:

Tutto parte dalla scelta dell’area, lo studio del territorio e delle sue sfaccettature al fine di inserire nello stesso non solo un appartamento, ma la vera e propria idea di vita di Abitare In. A questo punto parte il processo progettuale e amministrativo fondamentale per poter realizzare la trasformazione dell’area in un nuovo complesso abitativo – dice Lucrezia. Infatti – conferma Alessandro – l’intero progetto residenziale non potrebbe essere creato senza un vero e proprio lavoro di squadra che si traduce in una puntuale suddivisione di compiti sempre interconnessi in modo sinergico tra la parte di sviluppo urbanistico e la parte di costruzione per non trascurare alcun dettaglio al fine di individuare la migliore soluzione. È soltanto– continua Lucrezia – avendo una visione globale sia dai primi momenti progettuali per l’ottenimento dei permessi per costruire, fino alla fine della realizzazione dell’opera per ottenere l’agibilità – finisce Alessandro – che riusciamo a raggiungere gli obiettivi prefissati e consegnare le abitazioni ai Clienti nei tempi previsti.
Lambrate Twin Palace è così. Oggi, parallelamente all’ottenimento del via libera dalla Commissione per il Paesaggio, stiamo procedendo con la conclusione del progetto definitivo. La prima fase di Commercializzazione avviata a metà luglio ha avuto un grande successo con circa 11.000 visitatori sul sito; abbiamo avuto una grossa affluenza di appuntamenti nel nostro showroom conclusi con diverse proposte di acquisto. Contestualmente sono iniziate le demolizioni del capannone industriale presente sull’area, per andare ad eseguire le opere di fondazione speciali che serviranno in un primo tempo alla bonifica dell’area e in un secondo tempo alla realizzazione vera e propria dei fabbricati. Ecco, questo – ci dicono insieme – è quello che intendiamo sinergia di attività, lavoro di squadra. Senza la continua condivisione della strategia e dei passaggi fondamentali per la gestione coordinata dei diversi professionisti e delle tempistiche amministrative, non si sarebbe mai riuscito ad avere questa sovrapposizione di attività che sono la base per raggiungere il nostro traguardo.
Il progetto interpreta la particolare condizione del lotto generando, mediante l’insediamento dei due corpi lungo le via Massimiano e Sbodio, una corte aperta che, pur confermando la morfologia del tessuto urbano, permette agli edifici di insediarsi in maniera libera e ariosa. Gli immobili, denominati rispettivamente Ambra e Oro sono concepiti coniugando le esigenze di un edificio residenziale contemporaneo con il carattere urbano. Nel complesso gli elementi costruttivi, i materiali e i colori scelti  evocano, la pacatezza degli edifici residenziali che hanno costruito la Milano civile a partire dal secondo Dopoguerra, accompagnando in questo modo la probabile trasformazione di questa parte di città verso un destino residenziale. Il carattere di corte aperta fa sì che il progetto possa sviluppare al proprio interno un’oasi verde in cui le essenze arboree sono state scelte previlegiando piante autoctone e tipiche del contesto milanese. La superficie dedicata a spazio aperto verde condominiale si estende per circa 3.800 mq, garantendo una vista piacevole non solo dagli appartamenti ma anche lungo il camminamento e le sedute collocate all’interno del giardino. Il riciclo delle acque piovane, l’accurata scelta del tipo di illuminazione degli esterni e l’eterogeneità della flora permettono dunque, di considerare la sostenibilità un tema focale dell’intervento stesso.

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